Cosmetici, la corretta definizione.

CHE COSA E’ UN COSMETICO ?

COSA E’ IN GRADO DI FARE E SOPRATUTTO COSA NON E’ IN GRADO DI FARE ?

La domanda può apparire banale ma è fondamentale per essere consapevoli di cosa possiamo aspettarci dall’uso di un cosmetico.

 

DEFINIZIONE UFFICIALE

La definizione ufficiale seconodo il regolamento dei cosmetici è la seguente:

qualsiasi sostanza o miscela destinata ad essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei

Quindi riassumendo, un cosmetico è un prodotto che ha la funzione di pulire, profumare, mantenere in salute 0 migliorare l’aspetto e la bellezza del nostro corpo, capelli inclusi.

Un cosmetico NON può nella maniera più assoluta curare. Nè vantare proprietà curative !!!

Solo i farmaci o i presidi medici hanno la facoltà di vantare funzioni curative nei confronti di specifiche patologie.

Ribadiamo ancora una volta che un cosmetico NON può curare o guarire definitivamente nessuna patologia!!!

Un cosmetico può vantare molte funzionalità ma tutte estetiche o preventive/migliorative di alcune problematiche, ma mai curative.

Un tipico esempio di confusione e mistificazione è quello dell’enorme gamma di prodotti relativi alla caduta dei capelli.

Tutti i numerosi prodotti cosmetici relativi a questa problematica per quanto efficaci non rappresenteranno mai una cura definitiva. Potranno migliorare la situazione, anche in maniera evidente, ma smettendo di utilizzarli la problematica tornerà al punto di partenza.

Quindi diffidate di chi vuol darvi ad intendere che i cosmetici che acquistate in certi canali distributivi sono migliori di quelli che potete acquistare altrove. I cosmetici si differenziano tra di loro solo per qualità, efficacia, prezzo e marchio. Non esitono cosmetici che a livello normativo si possano definire migliori o peggiori di altri.

NON ESISTE nessuna norma o legge che suddivide in classi di merito i cosmetici.

 

COME RICONOSCERE LA QUALITA’ DI UN COSMETICO ?

Ma come fare a riconoscere un cosmetico buono da uno meno buono o inutile?

Sicuramente non è molto facile e su questo argomento potete leggere un articolo più approfondito in cui tratto specificatamente l’argomento.

CONSOCERE L’INCI (INTERNATIONAL NOMENCLATURE OF COSMETIC INGRETIENTS) e le sue norme può aiutare abbastanza nell’individuazione di alcune sostanze presenti nel prodotto.

Per fortuna le normative vigenti vengono aggiornate e migliorate costantemente. Basti pensare che fino al 1997 non erano obbligatori neanche gli ingredienti sulle confezioni. Ovviamente queste norme lasciano sempre molte scappatoie ed escamotage a chi formula i prodotti così da nascondere sempre le carte a danno di chi formula prodotti seri ed efficaci.

CONOSCERE MEGLIO LE AZIENDE DA CUI ACQUISTAIAMO, sopratutto la loro politica di informazione e trasparenza in merito ai prodotti che vendono. Capire la loro filosofia aziendale e magari contattarli per richiede maggiori informazioni utili che ci facciano capire il più possibile sui loro prodotti.

DIFFIDARE DAI GRANDI MARCHI, specialmente se cerchiamo prodotti a base di ingredienti di origine vegetale. Questo perchè le grandi produzioni industriali hanno degli enormi limiti e problemi di lavorazione quando si parla di prodotti naturali seri e di alta qualità. Sono limiti che non possono essere superati se non con costi finali proibitivi perchè sconvolgerebbero i tempi ed i costi di lavorazione, che per le multinazionali non sono neanche preventivabili. Ovviamente costa meno, e da molti più risultati, investire sul marketing che fa “diventare” quel prodotto ottimo, naturale ed efficacissimo !!!

 

Le normative esistenti in fatto di trasparenza e sicurezza nei confronti della clientela sono, ovviamente, tutte filtrate dagli interessi delle aziende più grandi che detengono la stragrande maggioranza del mercato.

Sarebbe assurdo che tali colossi fossero contenti di norme penalizzanti nei confronti delle loro produzioni industriali, dei loro brevetti o della chiarezza assoluta sul contenuto dei loro “miracolosi” prodotti.

Questo discorso è comune a molti altri settori e non ha senso incolpare l’Europa e le sue normative perchè sarebbero praticamente uguali o molto simili anche se i singoli paesi potessero decidere autonomamente.

 

La produzione di un buon cosmetico può essere paragonata verosimilmente a quella dei prodotti ortofrutticoli.

Se vuoi un frutto buono di alta qualità, sicuro, biologico e senza insetticidi dovrai rivolgerti quasi obbligatoriamente ad un contadino di fiducia. Da questo troverai una produzione limitata, stagionale e magari all’occhio non proprio splendita e perfetta come vedi nelle pubblicità ma con un gusto ed una qualità uniche.

Lo stesso vale per i cosmetici, aziende piccole che sono poco note, che hanno produzioni di nicchia, che hanno voglia di crescere e credono in una filosofia aziendale che punta sulla qualità, sono quelle su cui puntare e “rischiare”.

In questi casi il costo di un prodotto non ha limitazioni ferree di budget ed i ricarichi, vendendo direttamente al pubblico finale, sono ottimi lo stesso permettendo all’azienda di vivere e crescere senza problemi.

 

COME DIFENDERSI AL MEGLIO ?

L’unica parola magica che possiamo utilizzare per difenderci da questa poca e confusa informazione è CONSAPEVOLEZZA.

Dobbiamo informarci il meglio possibile e studiare le normative per capire come riconoscere (fin dove è possibile) la qualità di un prodotto.

Ad esempio non importa sapere quanto sia buono un prodotto che vanta precise virtù se sappiamo che quello che promette è impossibile.

Intendo dire che se qualcuno vi consiglia un prodotto per capelli capace di ossigenare e far respirare meglio la vostra chioma, non ha senso capire cosa contiene perchè i capelli non respirano, sono costituiti da materia biologicamente morta.

ATTENZIONE a ciò che vi vogliono vendere, un cosmetico è sempre un cosmetico e se formulato in maniera seria e professionale può essere di ottima qualità anche se venduto fuori dai circuiti considerati a valore aggiunto come le farmacie, parafarmacie o erboristerie.

Imparate a riconoscere da voi i cosmetici ed informatevi prima di acquistare alla cieca. Ascoltate tutti ma non fidatevi di nessuno se non di voi stessi. Neanche chi cerca di consigliarvi, come il sottoscritto.

Dovete essere voi, solo voi, dopo esservi informati adeguatamente a fare la scelta che ritenete migliore.

Non esiste nessuna normativa che disciplina la qualità naturale/vegetale o l’efficacia dei prodotti, quindi i prodotti cosmetici possono essere venduti in qualsiasi canale distributivo, non esistono cosmetici “speciali” di serie A o di serie B.

Un cosmetico deve rispettare delle percentuali di concentrazione su molti attivi, oltre tali percentuali diventa un presidio medico con costi di certificazione ed analisi di sicurezza stratosferici che quasi nessuna azienda cosmetica si sognerebbe di sostenere.

Quindi il cosmetico e le sue formulazioni agiscono entro confini ben precisi e determinati, che raramente si avvicinano ai confini delle concentrazioni utilizzabili.

Tanto più che produzioni industriali come quelle dei colossi citati in apertura, tra formulazioni “Top” e da “Grande distribuzione GDO” avranno solo qualche decina di centsesimi di differenza di costi di produzione.

Non è raro scoprire che tal volta lo stesso cosmetico è venduto sotto un marchio ad un costo altissimo in profumeria e sotto un altro marchio ma nella GDO ad un prezzo molto basso, magari cambiandogli solo il profumo.

Un detto significativo nell’ambiente dei produttori cosmetici è quello che “il contenuto costa sempre meno del contenitore”.

 

QUANDO IL MARKETING DIVENTA QUALITA’

Le multinazionali creano ad arte linee specializzate con l’intento di far credere al cliente che abbiano un valore aggiunto perchè vendute in un certo canale distributivo.

Possiamo prendere in esame il leader mondiale della cosmetica ossia il gruppo L’Oreal che detiene la proprietà di numerosi marchi tra cui :

Kerastase, Redken, Matrix nel settore professionale degli acconciatori.

L’Oreal Paris, Garnier, Frank Provost nella grande distribuzione.

Vichy, La Roche- Posay, Skinceuticals, Roger & Gallet nelle farmacie.

Biotherm, Lancome,Giorgio Armani, Helena Rubistein, Kiehl’s nelle profumerie.

Solo per citarne i più conosciuti, poichè i marchi del gruppo sono molti di più.

Sorge quindi il dubbio più che lecito che in qualche caso si possano usare delle formulazioni di base che adeguatamente “personalizzate” possano finire sotto il nome di marchi diversi, in canali di vendita diversi e con prezzi ben diversi.

 

CONCLUSIONI

Concludo ripetendomi fino allo sfinimento, un cosmetico non può curare, chiunque ve lo voglia dare ad intendere è ignorante o in malafede, cercate sempre di informarmi e capirete la qualità di cosa state acquistando.

Conoscendo semplicemente pochi concetti di base potremmo capire meglio o almeno iniziare a dubitare di chi ci voglia spacciare prodotti costosi e miracolosi che in realtà sono comunissimi prodotti di bellezza come molti altri.

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